il male e il peggio
Reagisco scrivendo e protestando che è violenza quella negazione di un chiarimento. Chi non parla e non scrive ci abbandona. Non però nel nulla e nel vuoto della sua assenza. Ci consegna all’infinito cui la sua assenza prelude come una porta maligna.
Chi parla è differente da chi non parla. Chi scrive è differente da chi non scrive. Chi non parla e non scrive non dice e non scrive se non sa o non vuole parlare e scrivere.
Ci lascia nel deserto dei una infinita inestinguibile elusione, perché non dichiara il proprio limite. Eccoci al sole e al vento di sabbia e alla sete.
Il povero diavolo che dice e scrive, diabolicamente, pone il quesito tra il nulla e l’infinito ed è un male che accada. Ma redimibile.
L’infinito è, imperdonabile, il peggio. Il peggio che è Dio: infinitamente muto, che non dà segni.