il guerriero
Ci sono stendardi come cunei nel vento che soffia da ieri. Non c’è nessun nemico in vista.
La vista del guerriero spazia sull’orizzonte. L’orizzonte è un illusione.
La fiducia nella volontà è illusoria se non si hanno le capacità. A volte non si è neanche in grado di volere.
Il guerriero è la vita psichica della nascita. Tiene un cuneo di seta che sventola avanti.
Non pensa al futuro. Non ha desiderio. Il suo confine è vicino ed è precisamente la probabilità dell’altro.
L’altro è l’orizzonte. Il sogno di una casa con stanze ariose. La casa è la vita mentale di lui.
È intelligenza della nascita di immaginare l’esterno come l’interno altrui.
Il guerriero è intelligenza che presuppone una intelligenza.
Il risveglio è soggettività prima del desiderio. Una condizione fugace. Quando dio non c’era.
Poi venne un creatore a garanzia dell’umanità. Prese in sé l’umanità che doveva garantirci.
Dopo non si poté dire che l’umanità è intelligenza. Adesso dunque non si può denunciare che la cattiveria è stupidità.
La cultura alimenta l’approssimazione e la confusione. A tutt’oggi si deve ricorrere a dio per fidarsi degli altri.
È questa negazione che fa l’infelicità.