eccotutto

eccotutto
“Tieni ! Tieni tu tutto !” gridi.
Non si può dunque nient’altro o più o meglio di questo minimo ‘potere’. Ciò di cui non si può parlare implica la possibilità unica di saper obbedire al doverne tacere. In scelta di silenzio compio l’involontario sonno di decenni. Sbarro con l’inchiostro i giorni non corrispondenti.
“Tieni tu ! Tieni tu !” gridi di nuovo. Mentre sacrifichi alcune parole e sembra che tu stia cadendo e che dunque sia la distanza che accorcia la tua frase.
Ho spalmato i tuoi canti per mille anni a venire. La tua voce ora si espande e per ogni attimo c’è solo un lungo suono sospeso. Per amarti sempre ho rinunciato al piacere melodico. Vivo nella durata senza significato. Dentro suoni insistenti e prolungati. Non ha scelta chi vuol far tesoro di quanto ha avuto in sorte.
Categoria: Gioia