differenze tra la mimesi e certe false analogie
Il mio pianto realizzava la fusione del mio amore per te all’universale partire amoroso
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Mi compiacevo di aver imparato a lasciarti andare via come l’amore fosse la capacità di anticipare ogni volta l’ultima volta
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Tu non cedesti alle lacrime che portavano via il dolore con rapidità sospetta
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Sorridiesti, invece, paziente
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Il tuo pianto non è nobile semplicemente ti consola della fatica che ti costa amarmi
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Ti compiaci di te che compatisci la tua sofferenza causata dai tuoi dubbi se io ti ami
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Tu sei frutto amaro dei tuoi sospetti
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Che io equiparo ad un riflesso alterato, ad una torbida analogia tra la riposta figura costitutiva del mio amore (così com’è tutta rivolta a te) e l’esposizione oscena di certe furtive carezze, e di tutti gli screzi inesplicabili, e delle ambigue dichiarazioni, e delle urla e dei sussurri
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Con assoluta onestà di intenti dunque ti dico vai via subito
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Al tempo, se verrà, torna cambiato
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Ridendo
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Torna alla festa del consenso solo mio e del piacere solo eventuale
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Io intanto a causa di questo te insufficiente, mimetizzo il mio cuore tra i cespugli
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Con il tempo la mimesi censura a chi cerca gli uni all’altro (e viceversa)
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Ti allontano anche se ho il terrore perché so che prima o poi viene il troppo tardi se lascerai che vinca l’incredulità figlia della mancanza di immaginazione
Categoria: Arte povera