dell’amore e di altre amministrazioni
14 Maggio 2019 Lascia il tuo commento
In assenza di te lascio lavorare la retina e la cupola corticale.
Dove il tempo senza ‘noi’ è vissuto che si spiana e cambia ogni istante troppo uguale nella rassomiglianza di fotoni in un bagno di luce.
Voglio dire che secondo me bisogna patire in proprio l’assenza per farne buon uso.
La capacità di immaginare allora esclude le modeste differenze di una critica di rabbia.
Non voglio sentire mediamente cioè fare un bilancio in pareggio tra desiderio e delusione.
Il pareggio di bilancio in amore è nulla: se si preferisce è una perdita secca.
Non si va contro il nulla con l’ottusità di una anestesia.
Perché nulla si fa ma non si può diventare(*). E il dolore, in quei casi, è tutto.
nota:(*)per via che abbiamo un corpo.