canti non definitivi

Una giovane donna danza sul ritmo del Venice Beach Drum Circle, mentre il sole tramonta sull’oceano in una calda serata estiva.-(© Dotan Saguy)- Venice Beach. The Last Days of a Bohemian Paradise, pubblicato da Kehrer Verlag
È in atto da tempo immemorabile la ricerca del senso dell’esistenza. Ma la mancata localizzazione, per ciascuno, dell’inizio del mondo tramite il pensiero*, toglie di mezzo i soggetti.
È una generale delegittimazione.
In assenza di origine il tempo ci investe. Presi nei gorghi lenti della clessidra subiamo la tempesta di una sabbia abrasiva che abolisce le specificità individuali.
Chi cerca, intanto che cerca, patisce una demineralizzazione. L’io, alluso nella declinazione delle persone pronominali, non si acciuffa da solo. Il verbo più è forte più lo rende inconsistente.
È la tendenza estetizzante delle filosofie idealistiche, che nei secoli ultimi ha dominato tutte le forme del pensiero occidentale, a rappresentare un io sempre meno pratico quanto più è razionale.
E la natura dell’io, che ha origine organica, viene alterata in polvere di silicio dal nuovo platonismo degli algoritmi.
Ci seduce il linguaggio macchina. Ci disgusta che l’empatia -necessaria per essere umani- renda impossibile una rigida corrispondenza bi-univoca tra la materia del substrato organico e la natura volatile del pensiero.
In molti sono infastiditi dall’evidenza che la relazione causale tra le dune e il turbine di sabbia che il vento ne suscita resti circoscritta alla statistica di una previsione probabilistica.
Così oggi diciamo, perché siamo evoluti sorridendo: “Molto probabilmente il mio turbamento in tua presenza è amore”.
La parola amore corrisponderà ogni volta al disegno di uno strano attrattore implicito nella natura del tempo.
“Ti amo”
può insomma essere inteso:
“È tutto qui’. È già tutto da ora”.
Sono accordi talvolta possibili tra amanti di valore.
Concludiamo, amore di oggi, con una mesta allegria. Con l’inconcluso erotico delle sculture irrisolte.
Sai che, trovato il senso, il tempo vola ed è la coscienza del sogno a condurre i canti.
nota (*) la nascita dell’io alla nascita, vedi M. Fagioli: “Istinto di Morte e Conoscenzs” (prima edizione in Roma 1972)
Categoria: Intelligenza Artificiale