a partire da te
Mettiamo che io volessi mandarti questo biglietto disegnato dal chiarire del primo mattino dentro i riquadri di luce distesi sul pavimento obliquamente come gli occhi languidi di un’amata.
“Luminoso sia il tuo primo sguardo su questo adesso: con un bacio…!”
Ma mettiamo che qui non ci siano portalettere. Il pensiero versa le parole nell’orecchio di un messaggero fedele. Il messaggero parte dal cuore del pensiero dentro la reggia sontuosa del cranio dai capelli fulvi. Ma…. forse niente può essere portato realmente fuori di noi.
Il mito della tragedia è una legge della distanza, della perdita, dell’assenza e del tempo: feroce quando trascorre nell’azione, e fatale quando si posa sull’inazione dell’attesa.
Via via che gli eroi si allontanano cresce l’intensità delle parole che sono proporzionali allo strazio della carne torturata dalla ruota del viaggio.
È perché sei via che io penso sempre a partire da te.