ellissi
Ti scelsi per come volavi leggera sul pavimento di pietre rettangolari di una fortezza. Le tue mani accostate ai fianchi riempivano il cielo.
Ci sono differenti cieli a mezz’aria che si attraversano se si comincia a guardare il mondo dal piano deserto della strada per alzare lo sguardo in alto lentamente fino alla nuvola dei pensieri sopra il volto delle persone.
Ho in testa un cielo di molti piani io: così mi presentai a te. Io dormo le mie veglie sulla linea di terra su cui ho sistemato la pietra: dicesti. Di che è fatto il niente indispensabile per sostenete la voglia di vivere?: ti chiesi. Tu indicasti un pannello rosso da scorticarmi vivo.
E venne il desiderio di te come un bisturi che toglie la disperazione e la paura
Giurai che avrei abbracciato i tuoi fianchi e affondato il viso nell’ellisse del tuo ventre dove ruotavano corpo e canti e terra e voli.
I tuoi occhi vengono ora sempre come viene la notte dal mare a volare su me fino a rendere quasi tutto possibile.