14 novembre 2015: una folata di vento nel grano

il buio
“Le esplosioni e i colpi si confondevano con la batteria a raffica degli Eagles of Deth Metal. Il commando era composto da tre persone. Sparavano nel mucchio. E ‘stato come una folata di vento nel grano. Cadevano tutti, morti, feriti e vivi”. (un testimone della strage nel teatro di Parigi, pubblicata su ‘Il Fatto Quotidiano’ )
Un certo riguardo finito. Disuguaglianze finite. Esposti nello stesso modo. Seduti sulle nostre tombe i piedi a penzoloni nel vuoto della buca. A guardarci arrivare mentre procediamo dalla luce della nascita in avanti, verso questo ‘adesso’ difficile. Senza più ansia per voglia di appropriazione, pastori coi ragazzini e i cani tra l’erba. Poi vienimi a dire che cambiare non era possibile. È che aspettavi soltanto un’attenuante morale proporzionale alle tue disdicevoli intenzioni. Solo tra molti anni sapremo cosa è successo ‘davvero’ dentro di noi, oggi. Così la vita costringe all’attesa. Un certo riguardo finito. Disuguaglianze finite. Esposti nello stesso modo. Seduti sulle nostre gambe. Procediamo verso di noi con l’origine alle spalle, dimenticando le nostre precedenti proprietà. Cambiare dovrà diventare possibile. Senza bisogno di un’attenuante morale proporzionale alla nostra pretesa di qualcosa di più.
Intanto hanno spento la torre Eiffel. Non c’è stato altro da fare. Hanno posto l’attenzione al passaggio dalla luce al buio. Chiunque può intuire.
Categoria: Gioia