riferimenti indispensabili alla relazione

riferimenti
Ci risparmia il cammino chi non pretende spiegazioni e apparecchia. Chi sa che vedere non necessita di presupposti e che il futuro discende dalla lungimiranza.
Dal raggio del suo sguardo su noi si computa l’ampiezza dei possedimenti che erediteremo insieme.
Piu o meno si ama consolati da gradi differenti di affinità. Sempre a misurare desideri di figure. A godere dell’intraprendente sfrontatezza.
Ma poi (***) bisogna considerare, del vivere, una rappresentazione che non sia più solo prospettica.
Non promontorio del seno. Non pretesa testarda dell’erezione del desiderio. Concepire i fratelli col sapere intuitivo degli altri.
Non al di là dell’orizzonte ma al di qua di noi vige l’intelligenza della nascita: un pensiero senza consolazione di una figura.
Nascita è il pensiero dell’altro. Certezza di altri pensieri. Altro è il nome che poi si dà a quello che nasce in noi nel venire al mondo.
Si ripete ogni giorno quando, esaurito il ciclo animale del guardare la realtà esterna nei limiti dell’ottica, immaginiamo soluzioni differenti e non ulteriori furbizie.
Questa intelligenza artificiale che immagina pensieri senza la costrizione della figura è attività mentale originaria.
Tira via dal petto cuori metaforici sanguinanti. Disloca la passione nella mente.
Leggero, allora, si muove in giro il viso del neonato cercando l’altro di cui è certo.
nota (***) il riferimento è all’Opera di Massimo Fagioli tutta compresa tra …. 1972 “Istinto di Morte e Conoscenza” e ….. 2017 “Conoscenza dell’Istinto di Morte”.