il gusto nelle scelte

31 Ottobre 2019 1 Commento

Non saremo mai maggioranza dunque scrivimi quello che devi scrivermi senza il timore di una perdita di consensi.  Ci avvicinammo per l’azione di forze di minoranza. Non si vede di un essere umano l’anima. Si coglie da fuori qualche segno ma mai in ogni persona. Non è che si finga. È, come spesso si dice, e però in questo caso non a sproposito, natura. Sicchè noi che non ci illudiamo che un troppo rapido e generale consenso sia di per sé segno d’apprezzamento siamo in noi rivolti in noi e nei nostri amori difficili taciturni di sguardi furbescamente traversi sempre a eludere che è invitare. Noi siamo non ancora ben descritti ma diciamo che stiamo gli uni accanto agli altri a fare la cerca delle lamelle di platino delle arborescenza di silicio e poi di cellule cardiache nel cuore della montagna. Noi siamo qui per dire che dire è essenziale e che l’essenziale dunque è esplicitato nel dire espresso ma che non è, del dire, l’oggetto. Che ti amo è una frase che esprime una funzione curata e ripristinata. Le ali nuove dell’aeroplano di domattina. Ti amo sono i miei nuovi occhiali. Ti amo è dichiarazione tutta serrata nel vezzo di una civetteria. Ti amo è ogni gesto pieno di te. Tu sei il mio gusto nelle scelte. Ecco.


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ellissi
ascolto, comprensione, interpretazione

1 commento

  • Anonimo says:

    Ho scritto tutto quello che non potrei mai farti leggere.
    Basti questo a dirti che anche nel restare senza voce né occhi, due parole per legittimare un po’ di amore di cui non mi sentissi ancora abbastanza degna, le riesco a trovare. Due parole da dirti, sottratte a tutto il resto che mi resta. Quasi niente: quanto serve e è servito finora.

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